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Avevo chiesto informazioni:
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Ecco la recensione richiesta.
Sul whatsapp vedo una foto di una tipa carina. La chiamo: chiede 50, mi conferma l’indirizzo, sembra disponibile. Già un ottimo segno. Le chiedo “un 25 minuti, circa?” lei “sì sì” “va bene, vediamo se riesco a passare, ti faccio sapere”. Metto giù. Mi rivolgo a voi con la domanda nell’apposita sezione e provo a mettere pace all’uccello con una bella doccia gelata.
Il giorno dopo ricomincia la battaglia col mio uccello. La vuole, non gliene frega niente, vuole fica e avendo sentito questa si è pure arrapato ancor di più e ho una certa idea in testa… le tette: mi era rimasta la voglia di tette dalla valchiriona di corso Unità d’Italia, gran bella femmina, ma dalle tette deludenti.
Le scrivo “allora se hai 25 minuti, passerei…” mi risponde dopo mezzora “ah ora sono un po’ impegnata, fissiamo per un’ora più tardi che sono più tranquilla”. Ma grandissima!
Infine arrivo, mi fa aspettare ancora un po’ ed infine eccoci, mi aspetto una tipo velina per quel che ho visto, ma STU-PEN-DA. Una faccia disegnata dai lineamenti dolci, pelle chiara, capelli scuri lunghi lisci e spessi, uno sguardo che ho avuto difficoltà a sostenere (problema mio con quelle che mi attraggono troppo, lo ammetto). Sarà alta 1.70, gambe lisce perfette, sexy giovani piedini che ci morirei a leccarli, pancia piatta, culetto che disegna un archetto perfetto tra l’incavo della schiena e le sexy gambe. Mentre appoggio il 50 sul tavolo, inizia a spogliarsi, tirando via il reggiseno, scoprendo un seno leggermente a pera, piuttosto grande per la sua figura giovane e leggera.
È il genere fidanzatina del liceo/università che tutti abbiam sognato e nessuno (o quasi) ha avuto.
La avvicino e la afferro dalla vitina e la tiro a me: è morbida, con quelle curve perfette e leggere, sento un profumo di femmina da impazzire. Due baci sul collo, lei che accarezza il mio collo e ricambia i bacetti alla base del collo. “allora 25 minuti?” “sì siamo tranquilli”.
Ci mettiamo sul letto e inizio a sbaciucchiarle il corpo, ma presto le tette mi chiamano. Sono grandicelle per lei, solo un po’ troppo morbide, forse. Mi attacco a ventosa ad un seno e succhio con lei sdraiata sul lato. Mi accarezza leggermente, dopo alcuni minuti con una vocina dolce, divertita mi chiede “vuoi il seno?” “sì” e qui, è da applausi: mi accarezza leggermente, mi da un bacetto in testa, si mette una manina sotto a reggere la mammella a cui mi ero attaccato e mi asseconda con una sentenza decisa e sbarazzina “hai bisogno di coccole”. Dopo un’estasi di alcuni minuti, ritrae leggermente il seno con mio momentaneo disappunto, ma solo per offrirmi l’altro con la stessa disponibilità. Continuiamo così, per diversi minuti, io attaccato a poppare ed accarezzarle il corpo liscissimo, lei ad offrirmi la mammella, ad accarezzarmi e darmi bacini in testa ed ogni tanto sincerarsi delle condizioni dell’uccello, durissimo e già con perdite liquide. Infine, dopo una lunga estasi rilassante, sento che inizia una sega leggera coi suoi bei piedini e capisco che forse è un segnale o comunque, vista la tensione all’uccello non vorrei finire così… almeno ficcarmela… mi stacco e mi accoglie con un sorrisetto ironico, ma dolcissimo. Merda. La giro a pecora per l’imbarazzo, un fantastico spettacolo anche quella vista, bam bam bam, tesissimo e duro com’è, la scopo per un solo minuto, lei così perfetta, tenendola dalle anche, finisco con un “ahhhhhh” con lei che asseconda con leggere spinte dietro.
Pieno di imbarazzo per i lunghi preliminari “alternativi”, non le rivolgo le sguardo e la intervisto per domande generiche. Lei resta lì con quel cazzo di sorrisetto dolce ed ironico, vincente, ma comprensivo, causalmente nuda e sicura del suo corpo a bordo del letto, rigirandosi una ciocca di capelli e rispondendo, mente io annaspo tra i vestiti per coprirmi nel più breve tempo possibile. CAZZO CAZZO CAZZO, voglio solo togliermi dall’imbarazzo. Una volta vestito, seguo questa ninfetta nuda alla porta, dietro a quel culetto, con quei sexy piedini scalzi che si muovono sulle punte… mmmmm cazzo ora ho voglia di piedini.
In strada… cazzo, mi manca. Sguardo all'orologio: 35 minuti. Entrato con la voglia di fica e tette, me ne vengo via con la voglia di lei, guido a casa ricordandomi che a breve sarà lì col suo grande uomo, il suo ganzo… e che mezza Torino se la sbatterà.
Ah, nelle domande generiche durante la rapida vestizione, mi ha dichiarato 25 anni (che mi paiono pure troppi), qui da alcuni anni, ma a Torino da un paio di mesi. Parla bene, ma forse nell’imbarazzo mi sono mangiato un po’ le parole, faceva una leggera fatica a capirmi, ma colpa mia.
. . . compra una gabbietta per rinchiudere "l'uccello" . . .